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Oltrechiusa
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Lmwbg'mwbwOltrechiusa (mwcaOltreciusa in mwcqdialetto cadorino) è il territorio della mwcgvalle del Boite posto tra la chiusa di mwcwVenas e il territorio di mwdaAmpezzo, e comprendente i comuni di mwdqVodo, mwdgBorca e mwdwSan Vito di Cadore. La chiusa era uno sbarramento naturale, fortificato in passato come postazione di difesa contro le incursioni nemiche, che permetteva di bloccare la via verso mweaPieve con l'utilizzo di pochi uomini.

Contents

Comuni
Storia
Note

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Geografia antropica

Comuni

| Stemma | Comune | Popolazione [ 1 ] | Frazioni |
|---|---|---|---|
| | San Vito di Cadore ( San Viđo) | 1.919 | Belvedere ( Saco ), Chiapuzza ( Ciapuza ), Costa, Resinego, Serdes, Vallesella ( Jesa ) |
| | Borca di Cadore ( Bórcia ) | 785 | Cancia ( Cianzia ), Corte, Villanova ( Vilanuóa ) |
| | Vodo di Cadore ( Guódo ) | 830 | Peaio ( Peej ), Vinigo ( Vìnego ) |

Storia

Presso la chiusa, un rudimentale dispositivo militare dovette esistere probabilmente già nel X secolo, durante le scorrerie degli Ungari, seppur venga ufficialmente citato solo nel 1414, durante l'ultimo mwsqpatriarcato aquileiese di mwsgLudovico di Teck. Consisteva originariamente in una struttura di legno fornita di alcuni ordigni difensivi e dominante la strada in prossimità appunto della chiusa naturale. È documentato che nel 1452 fu sostituita con un mwsw"fortilicium de muro" cui furono pure aggiunti dei locali per ricoverare gli inabili e che nel 1453 il Consiglio della mwtaMagnifica Comunità di Cadore decise di ricorrere a tali apprestamenti difensivi per parare le minacce di numerosi vassalli tedeschi, raccoltisi a mwtqBrunico e seriamente intenzionati a invadere il mwtgCadore.
Anche in quella occasione, come del resto in tante altre precedenti e seguenti, era previsto che fanciulli e donne si ritirassero al di qua della chiusa lasciando agli uomini validi, con poche armi, il compito della resistenzacite-ref-2[2].
Nel 1508, in seguito all'occupazione dell'allora territorio cadorino d'mwvqAmpezzocite-ref-3[3] da parte dell'imperatore mwwgMassimiliano d'Austria, la chiusa divenne fondamentale per le strategie della mwwwSerenissima tanto che pare che mwxaBartolomeo d'Alviano ne avesse disposto un riassetto completo prima e dopo lo storico scontro di Rusecco.

Secondo il prof. mwxgAntonio Ronzon e mwxwGiuseppe Ciani, in loco dovevano essere presenti più torri piantate su scoscesi dirupi, ma di queste non è rimasta traccia alcuna.

La chiusa fu teatro di un aspro scontro nel maggio del 1848 allorché mwyqPier Fortunato Calvi vi portò i suoi Corpi Franchi e due cannoni per sventare gli attacchi dell'Hablitschek. Le difese della mwywGrande Guerra sembrano poi la logica continuazione di una lunga tradizione strategica.

Storicamente legata alle comunità di mwzqPescul e mwzgZoppè di Cadore, queste località erano raggiungibili dall'Oltrechiusa da trafficati sentieri, attraverso la mwzwforcella Forada e la mwaaCiandolada rispettivamente. Ad ogni famiglia oltremontana, ovvero della mwaqval Fiorentina, corrispondeva una famiglia di San Vito e viceversa, come punto di appoggio in caso di difficoltà.

La leggenda e la chiesa della Madonna della Difesa

Nell'inverno del 1411 mwcaSigismondo di Lussemburgo, intenzionato a prendere personalmente la corona imperiale a mwcqRoma, decise di inviare delle truppe a liberare l'antica mwcgstrada regia per Botestagno, allora sotto il controllo del mwcwPatriarcato di Aquileia. Ne derivò uno scontro armato con le truppe patriarchine, coadiuvate dalle cernide cadorine, sulla sella di mwdaCimabanche.

Secondo la tradizione, su mwdgintercessione della mwdwBeata Vergine, le truppe imperiali si annientarono in scontri fratricidi e l'invasione fu così sventata. In quella occasione però, alcuni mwearegolieri di Vinigo vennero fatti prigionieri e incarcerati a mweqBrunico.

Per sciogliere il voto, la comunità intraprese la costruzione della chiesa della Madonna della Difesa, testimoniata per la prima volta nel 1490. Adiacente alla mwewpievanale di San Vito, conserva nell'abside il più antico affresco raffigurante la Madonna con la spada. Per la difficoltà interpretativa del suo insieme, l'affresco è noto come mwfal'affresco degli indovinelli.

Per il riscatto degli ostaggi invece, che ammontava a ben 2600 mwfglire venete, la Regola di Vinigo (anche chiamata Regola di Lerosa e Travenanzes)cite-ref-4[4] decise di vendere alla Regola di Larieto i propri possedimenti di mwgwTravenanzes, Lerosa e Ospitale. Il rogito fu stipulato il 30 settembre 1415cite-ref-5[5] e approvato dal Maggior Consiglio il 26 marzo 1416. Successivamente alla ratifica della mwiaMagnifica Comunità di Cadore, fu introdotta una modifica agli mwiqStatuti cadorini che da quel momento impediva esplicitamente una qualunque futura vendita dei patrimoni regolieri.

Nel 2012, nella chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano di Peaio, è stato ritrovato un gonfalone ben conservato raffigurante la mwiwMadonna della Difesa. La mwjaVergine appare dipinta su delle tele applicate centralmente ad ambo i lati: sul primo è assisa su uno specchio di luna, con un serpente a bocca aperta sotto il tallone, tiene in pugno la spada ed è circondata sia a destra che a sinistra da quattro popolani, sull'altro è circondata da due angioletti e in atto di proteggere, con il proprio mantello, altri popolani. Il tessuto del gonfalone, forse broccato damascato, è di colore rosso cupo e con quattro frange.

La muraglia di Giau

Si ritiene che i primi a pascolare il bestiame nella rigogliosa conca di mwlwGiau siano stati i sanvitesi, verosimilmente provenienti da malga Prendera e da malga mwmaMondeval attraverso forcella Giau.

Le liti per lo sfruttamento di questi pascoli, fra cadorini ed ampezzani, si protrassero per secoli. Dapprima in seno alla mwmgMagnifica Comunità di Cadore e successivamente, con la conquista imperiale di Ampezzo, con implicazioni internazionali.

Nel 1752, nell'ambito dei congressi di Rovereto, ed in particolare con il trattato del 20 ottobre, si pervenne ad un accordo tra i rappresentanti della mwnaRepubblica di Venezia e dell’Impero austriaco. Con esso si confermava il possesso dei sanvitesi, già testimoniato in un documento del 1331, ma si stabiliva che per mantenere i loro antichi diritti i cadorini avrebbero dovuto costruire, a loro spese, una muraglia per impedire lo sconfinamento del loro bestiame.

Le condizioni imposte erano proibitive: la muraglia doveva essere alta sei piedicite-ref-6[6], larga cinque alla base e due alla sommità, e svilupparsi fra i mwogLastoni di Formin e il Becco della Muraglia, contrafforte del mwowNuvolau, per circa due chilometri. Pena la perdita dei diritti di pascolo, doveva essere completata in novanta giornicite-ref-7[7].

Nonostante le enormi difficoltà i sanvitesi riuscirono a completare la muraglia, da allora nota localmente come la mwqqMarogna de Joucite-ref-8[8].

Taulèn e Marceana

Sulla riva destra del Boite, nel comune di Borca, sorgevano i villaggi di Taulèn e Marceana, il primo più vicino al fiume, il secondo poco più elevato sulla costa. Il 21 aprile 1814 improvvisamente una parte dell'Antelao franò, spingendo avanti i detriti lasciati da una precedente frana e rovinando nel mwsqBoite. L'alveo del torrente non fu sufficiente a frenare una tale forza, tanto che la massa di terra e pietre salì la riva opposta, travolgendo in un attimo le due borgate. Interrotto il deflusso delle acque si formò un lago, i cui argini però furono presto rotti, aumentando ulteriormente le dimensioni del disastro. Quel giorno morirono 314 persone e diverse centinaia di animali. Le cronache del tempo riferiscono che tra i defunti ne figuravano undici di Borca, uno di San Vito, uno di mwsgAmpezzo e quattro forestieri. Sedici case furono completamente distrutte e solo due famiglie si salvarono, quelle di G. Battista e di Giovanni Sala-Tuzze, le cui abitazioni furono risparmiate dalla furia dell'evento. Si racconta che le grida disperate di alcuni sepolti durarono qualche giorno, senza che si potesse far nulla per poterli trarre in salvo. La sorte miseranda dei due paesi suscitò la compassione di tutto il Veneto e nella mwswChiesa di San Canciano a mwtaVenezia, oltre che nelle chiese di tutto il Cadore e del Bellunese, si istituirono perpetui suffragi per i sepolti.

Galleria d'immagini

Note

cite-note-11. Anno 2025 (dato provvisorio)
cite-note-22. Durante le contese del 1487 fra la mw5wSerenissima e il conte del mw6aTirolo, l'arciduca d'Austria mw6qSigismondo divenuto imperatore, fu mandata in mw6gVal Fiorentina una formazione al comando di Antonio Palatini e consigliato alle popolazioni di mw6wSelva di Cadore, Pescul e della mw7aValle del Boite di ritirarsi entro le chiuse di Venas e mw7qLozzo.
cite-note-33. Il castello di Botestagno fu definitivamente conquistato solo nel 1511 e l'Ampezzo fu staccato dal Cadore al termine della mw8qguerra della Lega di Cambrai.
cite-note-44. La Regola di Lerosa e Travenanzes, assieme a quella del Falzarego, era una delle più antiche del Cadore, citata in un documento del 1225 come mw9qLerosa Vinigorum.
cite-note-55. Nello stesso anno Pecol mw-qVinean, il villaggio in territorio ampezzano abitato da vinighesi, venne aggregato al territorio di quella centena, andando così a costituirne il settimo mw-gsestiere.
cite-note-66. Un piede veneziano corrispondeva a 34,76 centimetri.
cite-note-77. mwaqeConfini, comunità e conflitti nel Cadore del XVI secolo - Tesi di dottorato - pp.164-165. Università degli Studi di Padova, 30 gennaio 2012
cite-note-88. mwaquQuella muraglia sul Giau costruita nel 1752 per una storia di pascoli Il Corriere delle Alpi, 21 novembre 2010

Bibliografia

• Serafino De Lorenzo, mwaqkCernide - milizie popolari cadorine, edizioni Comitato Cadore 1848-1998.
• mwaqsMario Ferruccio Belli, mwaqwLa Madonna della Difesa a San Vito di Cadore - seicento anni di fede, edizione Grafica Sanvitese.
• Mario Ferruccio Belli, mwaq4Guida di San Vito di Cadore, edizioni Dolomiti.
• Mario Ferruccio Belli, mwaraBorca e Vodo nel Cadore, edizioni Dolomiti Cortina.
• Mariateresa Sivieri, mwariVìnego paés ladin - un balcone sulla valle, C.L.E.U.P. 2002, ISBN 88-7178-580-0.

Voci correlate
Collegamenti esterni

• mwascAudiovisivo realizzato in occasione del 250º anniversario della costruzione della muraglia di Giau, su youtube.com.

Le fortificazioni a Venas:

• mwassFortificazione Pian dell'Antro, su fortificazioni.net.
• mwas0Caserma Col S.Anna, su fortificazioni.net.
• mwas8La Tagliata, su fortificazioni.net.